Madia anni Trenta
Restauro completo e finitura naturale
Una madia piemontese in massello di noce biondo risalente ai primi anni Trenta del Novecento, finemente intagliata sui pannelli delle porte e sul fronte dei cassetti, giace sepolta dalla polvere e dalla sporcizia al fondo di un garage. Appartiene all’erede di un anziano signore piossaschese che purtroppo ha per unica preoccupazione lo sgombero più veloce possibile dei beni del caro estinto! Quale occasione migliore per donare una nuova vita al mobile ed alla memoria di chi lo possedeva?
Esame preliminare
La sporcizia presente su tutta la superficie del mobile tradisce il suo prolungato inutilizzo, ma risulta in ottimo stato di conservazione per quanto riguarda la struttura generale. Purtroppo non altrettanto si può dire per la finitura superficiale, maldestramente restaurata alcuni anni or sono, e soprattutto per una sgradevolissima modifica volta a ridurre le dimensioni del piano: questo è stato tagliato di alcuni centimetri e portato al filo del bordo con una sega circolare, e addirittura si rinvengono i segni del taglio che hanno danneggiato il fianco in corrispondenza della traversa superiore! Inoltre il piano mostra una profonda fenditura in corrispondenza della giunzione delle tavole, dovuta al restringimento del legno nel corso del tempo, e numerose macchie superficiali di acqua e inchiostro.
Trattandosi comunque di un mobile non molto antico né particolarmente pregiato, decidiamo di valorizzare la nobiltà dell’essenza schiarendo la patina scurissima tipica del periodo e donando più luminosità alle bellissime venature del noce biondo. Naturalmente verranno ripristinati tutti i difetti, verrà ricostruita la parte del piano che è stata segata e procederemo ad una nuova finitura a cera d’api naturale.
Fasi del restauro
Naturalmente iniziamo le operazioni di restauro con una generale detersione della superficie con acqua e sapone neutro, unicamente per eliminare il grosso della sporcizia ed evidenziare le condizioni della patina sottostante: confermiamo quindi la necessità di schiarire la tinta originaria per dare un tocco più moderno e attuale al mobile, da ripristinare alla sua funzione originaria in un’abitazione contemporanea.
Dopo il lavaggio procediamo innanzitutto allo smontaggio del piano, per poter gestire più agevolmente la ricostruzione del lato tagliato, la fenditura delle tavole e soprattutto organizzare il sistema di fissaggio alla struttura sottostante attraverso tasselli ad asola, in modo da assecondare i naturali movimenti del legno e scongiurare la formazione di crepe e fessure per il futuro.
Decidiamo di ricostruire la parte tagliata sfruttando alcuni centimetri di materiale superstiti sul lato opposto e ricreando l’intestazione ad angolo con materiale coevo di riporto. Dopo l’incollaggio degli elementi aggiuntivi, diamo forma alla modanatura ricopiando quella esistente sul fronte e sul lato opposto, intagliandola con una sponderuola a mano.
Analogamente viene riempita la giunzione delle tavole con una sverza, sempre in noce di recupero, e con lo stesso materiale vengono creati dei tacconi per riempire le fessure e le erosioni sul fondo del piano. All’essiccazione della colla tutti i riporti di materiale vengono rifilati a mano per uniformare l’intera superficie.
In passato è stato fatto il tentativo di riparare qualche fessura dei pannelli delle ante frontali, anch’essi vittime del ritiro del legno, ma la presenza di viteria in inox rende questi interventi particolarmente sgradevole alla vista e decidiamo di procedere diversamente: tutti i pannelli vengono smontati, così come le loro cornici di supporto, ed anche in questo caso le fessure vengono riempite con materiale di recupero. In seguito vengono eliminate le viti spurie e le chiodature in eccesso, stuccando a cera colorata i fori residui, ed infine rimontiamo il tutto.
Durante le varie fasi dell’intervento che richiedono l’attesa dei tempi di asciugatura delle colle, approfittiamo per ricostruire le guide dei cassetti, vistosamente usurate: dopo l’asportazione del materiale deformato dallo scorrimento creiamo due nuovi binari che vengono incollati alla struttura dei cassetti stessi, e portati a misura dopo alcune prove di inserimento nella loro sede.
Abbiamo infine notato che un’altra terribile mutilazione è stata compiuta ai danni dei piedi posteriori, molto probabilmente per adattare la madia alla presenza di uno spesso battiscopa: è stata asportata una fetta di più di un centimetro alla base di entrambe le gambe! Naturalmente anche in questo caso è necessaria una ricostruzione, e procediamo all’adattamento di un paio di tasselli che verranno poi nuovamente scolpiti per il ripristino della modanatura originaria.
L’ultima operazione di falegnameria riguarda la creazione dei supporti ad asola per l’accoppiamento del piano alla base, in modo che le viti di fissaggio abbiano un gioco di qualche millimetro col quale venga assecondato il naturale movimento di espansione e contrazione delle tavole che compongono il piano: questo stratagemma eviterà che gli assestamenti dovuti alla variabilità delle condizioni di umidità e temperatura ambientali producano ulteriori fessure sul piano.
Segue lo smontaggio delle ante per agevolare le operazioni di carteggiatura e finitura: alcuni passaggi di carta abrasiva a grana media, fine e finissima sono seguiti dalla posa di tre mani di cera d’api naturale a diluizione decrescente (leggermente tonalizzata, per uniformare le naturali discromie delle varie parti lignee) e successiva lucidatura a mano con un panno morbido.
Collocazione
Il recupero della madia alla sua funzione originaria ha richiesto naturalmente di adeguare il suo aspetto estetico al contesto arredativo cui è stata destinata, oltre alle necessarie riparazioni funzionali. Il gusto contemporaneo prevede per mobili di questo genere l’abbandono delle tonalità cupe ed austere dell’epoca di costruzione, in favore della valorizzazione delle tonalità calde e ambrate tipiche dell’essenza.
Con tali interventi il mobile si armonizza bene a contesti contemporanei di design ma anche ad abitazioni dallo stile signorile o più rustico: il trattamento al naturale consente una notevole flessibilità estetica ed è la scelta più consona alla valorizzazione di una qualsiasi opera di ebanisteria in legno pregiato.
Questa tipologia di madia, analogamente ad una bassa credenza, è adattabile a supporto per un televisore in salotto, ma anche una preziosa riserva di spazio per una cucina o un ingresso entro cui stipare masserizie, documenti, stoviglie, oppure bottiglie di liquori da offrire agli ospiti in visita: questi non potranno che ammirare la scelta di sfruttare un vecchio mobile per custodire preziosi distillati!
Valutazione finale
Non è una tipologia di mobile di gran valore, trattandosi di oggetti di uso piuttosto comune e ancora ampiamente diffusi nelle nostre case. Però la nobiltà dell’essenza e la finezza degli intagli decorativi ci hanno convinti ad un restauro completo, nell’ottica di ravvivare la memoria del maestro minusiere che l’ha costruita e della famiglia che l’ha posseduta.
Peccato che un oggetto così grazioso abbia conosciuto un lungo periodo di abbandono e degrado, ma siamo convinti che un attento restauro e soprattutto il desiderio di restituirlo alla sua funzione d’origine potrà dare grande soddisfazione ancora per moltissimi decenni a venire. Sempre che a nessuno nel frattempo venga in mente di procedere ad altre mutilazioni!
































